Il pane nella storia

 

 

“…non hanno più pane ? Che mangino brioche!” Battuta alquanto infelice, costata assai cara (la storia c'insegna) a Maria Antonietta regina di Francia. Noncuranza, battuta di spirito? Non c'è dato saperlo, ma ciò che si percepisce è la profonda ignoranza e noncuranza della drammatica e crudele realtà del momento, vissuta dal suo popolo.

Il prezzo del pane era ormai giunto ad un livello insostenibile per la gente e alla vigilia della rivoluzione francese; cogliamo l'estrema importanza concreta e simbolica dell'alimento principe per eccellenza: il Pane. Le origini del pane risalgono all'utilizzazione del grano e delle graminacea in genere nell'alimentazione dell'uomo.

L'uomo cacciatore e pescatore, mangiatore di bacche, erbe e quanto altro trovava in natura; probabilmente conobbe i primi cereali perché questi invadevano proprio i territori di caccia da lui percorsi. Un giorno… chissà ! avrà provato a strappare alcune spighe e a portarle alla bocca, le gradì certamente e fu così … che imparò a rispettarle.

Ma quanto sarà avvenuto tutto ciò ? Pare che questo miracolo sia iniziato agli albori del millennio, nella regione dello Zagros, attuale Iraq. I cereali selvatici che scoppiano appena maturi, furono addomesticati dall'uomo. Un po’ forse grazie al caso e molto grazie all'intelligenza e all’acume dell'uomo stesso.

Possiamo sicuramente affermare che tutti i problemi legati alla nascita della agricoltura sorgono con lo stretto legame della primitiva coltura del grano; basta pensare agli strumenti inventati per la preparazione dei vari tipi di terreni. Ma a parte questo importante aspetto; a noi preme oggi sapere come l'uomo primitivo consumava questo primo tipo di grano.

Come si può dedurre dalle tarde oblazioni greche e romane, crudo. E poi,  confortati in questo credo anche dal comportamento dei discepoli che, secondo Luca, “strappavano e mangiavano spighe strofinandole fra le mani”. Altrimenti queste erano arrostite sul fuoco come riporta Mosè nel "Levistico".

Sta di fatto che greci ed etruschi utilizzavano chicchi d'orzo e farro torrefatti (per eliminare la pula), e nella Roma antica in occasione delle Fornacoli (festa della dea del forno) intere spighe erano poste ad arrostire sul fuoco. I primi tipi di pane avuti dalla macinazione grossolana del chicco e dell'impasto a mano era quindi un pane non lievitato (azzimo).

Sembra che la scoperta del lievito e conseguentemente del pane lievitato debba collegarsi ad una inondazione del fiume Nilo che invase alcuni magazzini di farina: la quale, rimasta sul posto, iniziò a fermentare e quindi a lievitare. Per non perdere la farina, si continuò a cuocere l'impasto, e si ebbe così la piacevole sorpresa di constatare che il pane "sfornato" si presentava più leggero e più saporito del pane azzimo.

Al di là di quest'episodio, che può essere una leggenda, la storia del pane si ricollega alla civiltà di diverse popolazioni quali: gli egizi, i cinesi, gli ebrei, i romani, e i greci. A Roma, dove in conseguenza alla legge frumentaria (Caio Gracco) secondo la quale: ogni cittadino che dichiarava la propria presenza nella città poteva prelevare dai pubblici granai una certa quantità di frumento alla metà del prezzo corrente; nacque l'arte della panificazione con relativa corporazione (147 a.C.) detta dei "Pistores" (panificatori), da cui peraltro sembra derivi il nome della città di Pistoia.

Già sotto l'Imperatore Augusto (pare fosse particolarmente goloso di pan bigio) Roma contava 329 panetterie tutte tenute da greci. I romani, che apprezzavano anche i prodotti dei fornai siriani e fenici, apportarono un grosso cambiamento alla storia del pane, inventando la prima impastatrice meccanica. Simbolicamente: l'ebraismo escluse il pane, inserendolo (perché fermentato e quindi corrotto rispetto alla materia prima originaria) fra i prodotti che non potevano assurgere a simboli sacrali.

Il cristianesimo invece fece del pane insieme al vino (altro prodotto fermentato) alimento simbolico e sacro, quasi strumento di intimo contatto con Dio. Per gli egizi fu propulsore alla ricerca, alla scoperta. Per gli ebrei rappresentò uno dei massimi valori trascendentali. E gli etruschi, incredibili amanti dell'agricoltura, coltivarono ampiamente il frumento e prevedevano il raccolto dalla fioritura in primavera.